“Lui non aveva una pistola, non solo non l’ha puntata contro, non ce l’aveva”.
E’ quanto affermano gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, legali dei famigliari di Abderrahim Mansouri, il ragazzo ucciso lo scorso 26 gennaio durante un controllo anti spaccio nel boschetto di Rogoredo, a Milano, da un poliziotto di 42 anni che è ora indagato per omicidio volontario.
Altri quattro agenti hanno ricevuto inviti a comparire per favoreggiamento e omissione di soccorso per interrogatori fissati per domani nell’inchiesta del procuratore Marcello Viola e del pm Giovanni Tarzia, condotta dalla Squadra mobile della Polizia.













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