Dopo il risultato al referendum a Milano “mi piace anche dire che, adesso basta con questa storia del partito della ztl, il no ha stravinto nelle periferie e ha vinto di meno in centro, io lascio la retorica agli altri e guardo molto pragmaticamente i numeri”.
Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala in diretta a Rtl 102.5, dove ha commentato i risultati sulla città sul referendum della giustizia, dove ha vinto il no, in controtendenza con la regione.
“Poi mi permetto anche di dire, sono sindaco dal 2016, ci sono state otto elezioni due comunali, due regionali, due europee, due politiche.
Il centrosinistra ha sempre vinto sul centrodestra – ha aggiunto -, quindi significa che una forza progressista è radicata in Milano”.
“Io spero che la lezione sia che si può ancora essere seri, pragmatici, non populisti. Secondo me questo referendum è stato un po’ il Papeete della giustizia, cioè il crollo del populismo giudiziario – ha proseguito -. Se tu evochi Garlasco o la famiglia del bosco, la gente si mette a ridere. Ha vinto il popolare, ha perso il populista. Allora cerchiamo di essere popolari e seri di non fare come gli altri”. Infine “qualcuno si stupisce per il voto dei giovani, ovviamente è stata anche una sorpresa. Io ne ho tre in casa di 23, 20 e 18 anni. Lo sentivo.
È chiaro che per loro ha puntato più il sentimento anti belligerante, quindi il giudizio sul governo e sulla vicinanza con gli Usa, che il quesito referendario in sé. Ma dobbiamo porre grande attenzione ai giovani”, ha concluso.
Ansa













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