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Si sono riconosciuti nei fotogrammi delle immagini, che sono agli atti dell’inchiesta, e depositando anche memorie scritte hanno cercato di “contestualizzare quei fatti”, spiegando “il perché delle condotte contestate”, alcuni parlando di azioni di “difesa”, altri di momenti di “rabbia”.
E’ la sintesi degli interrogatori di stamani di sei antagonisti per i quali, una settimana fa, sono state disposte le misure cautelari dell’obbligo di dimora e di firma per vari reati, tra cui resistenza aggravata, lesioni ai danni di alcuni agenti, interruzione di pubblico servizio e porto abusivo di armi improprie, per gli scontri e l’assalto alla stazione Centrale di Milano del 22 settembre scorso al termine di un corteo pro Pal. Quella “guerriglia”, aveva scritto la giudice, è stata “l’espressione di un modo ostile di percepire le istituzioni dello Stato” e di “ravvisare nella tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza un limite alla libera manifestazione del pensiero”.


stefanodemartino@gmail.com'

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