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Un ritrovamento insolito, una cassapanca della nonna che cela un tesoro inaspettato, ma la felicità si trasforma in frustrazione quando la Banca d’Italia rifiuta di convertire le lire in euro. Questa è la storia del signor Lorenzo, residente a Sondrio, che si trova ora di fronte a un dilemma legale senza precedenti.

Dopo aver scoperto casualmente i 161 milioni di lire, il signor Lorenzo ha tentato di incassare la somma presso la Banca d’Italia, ma si è scontrato con un muro di restrizioni. Le lire, priviste dal valore, non possono essere convertite in euro secondo la banca centrale italiana. Determinato a ottenere ciò che crede gli spetti, il signor Lorenzo ha intrapreso una battaglia legale con il supporto dell’associazione Giustitalia, che difende i consumatori.
Gli avvocati che seguono il caso, Francesco Di Giovanni e Luigi De Rossi, spiegano che situazioni simili sono comuni e che la legislazione italiana rappresenta un vuoto normativo unico nell’Unione europea. Mentre la Banca d’Italia fa riferimento alla prescrizione decennale che impedisce il cambio delle vecchie valute dopo dieci anni, il Codice Civile offre una prospettiva diversa, consentendo la richiesta di conversione nel momento in cui il denaro viene ritrovato.
La battaglia legale, sebbene promettente, è lunga e incerta. Le cause civili possono durare anni senza garanzie di successo. Tuttavia, per coloro come il signor Lorenzo, le somme in gioco valgono l’impegno. Resta solo da vedere se la legge sarà dalla sua parte e se potrà finalmente convertire il suo tesoro di famiglia in euro.

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