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L’attesa è tesa attorno al destino di San Siro. Questa mattina, 14 marzo, il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) ha avviato l’udienza riguardante il ricorso presentato dal Comune di Milano contro il vincolo imposto dalla Soprintendenza sullo storico stadio. Il collegio ha stabilito un termine di 60 giorni per deliberare una sentenza.

Il vincolo della Soprintendenza ha bloccato i piani per il rinnovamento di San Siro, costringendo l’Amministrazione comunale a esplorare alternative all’ipotesi di demolizione dello stadio. Inizialmente, l’idea di costruire uno stadio nuovo di zecca, di proprietà di Inter e Milan, era stata ostacolata da questo provvedimento, spingendo le due squadre milanesi a considerare altre location come Rozzano e San Donato Milanese.
Recentemente, il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha proposto ai club l’opzione di ristrutturare San Siro e di cedere la proprietà, come alternativa alla demolizione. Tuttavia, con incertezze ancora irrisolte, il Milan ha già acquistato terreni a San Donato.
L’attenzione è ora focalizzata su due fronti: l’esito della sentenza del Tar, oggetto di scetticismo, e il progetto di fattibilità di WeBuild, previsto entro giugno, che promette una ristrutturazione di San Siro senza compromettere gli eventi in programma. Nel frattempo, Sala ha menzionato un piano B: la trasformazione dello stadio per ospitare eventi musicali.

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