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La Polizia di Stato di Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo lombardo, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di diverse persone ritenute responsabili, a vario titolo, di diversi reati tra cui l’associazione a delinquere di stampo mafioso e il traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno fatto emergere le attività della Locale di ‘ndrangheta di Pioltello (Milano), feudo indiscusso delle famiglie Maiolo e Manno e atti criminali di un altro soggetto riferibile alla famiglia di Cosa Nostra di Pietraperzia (Enna) collegata ai Rinzivillo.

I reati contestati, oltre all’associazione a delinquere e al traffico di stupefacenti, sono quelli di tentata estorsione, tentato omicidio, ricettazione, porto illegale di armi, furto aggravato, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, intestazione fittizia e coercizione elettorale, usura, tutti aggravati dalle modalità mafiose.
“Mi faccio la lista civica per me (…) mi metto capo della ‘ndrangheta”. Così, intercettato, parlava nel settembre 2021 Cosimo Maiolo, già condannato a oltre 11 anni dopo lo storico blitz ‘Infinito-Crimine’ contro la mafia calabrese del 2010 e in sorveglianza speciale dopo la pena scontata. Lo stesso presunto boss, stando alle indagini della Squadra mobile e del pm della Dda milanese Paolo Storari, avrebbe fatto “campagna elettorale” per il candidato sindaco del centrodestra di Pioltello (Milano) Claudio Fina.

ANSA


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